Percorrendo a ritroso il mio personale percorso di evoluzione musicale, mi rendo conto che, pur volendo, non riuscirei in nessun modo a scinderlo dalla storia di uno dei gruppi a mio avviso piu importanti nell’ambito della musica jazz/acid-jazz dell’ultimo ventennio: i Jamiroquai.

I Jamiroquai nascono quando, nel lontano 1992, il giovane Jason Kay viene rifiutato ad una audizione come cantante per il gruppo “Brand New Heavies” e decide, insieme al batterista Toby Smith, di mettere su una propria band.
Da quel momento, a partire dal primo singolo “When you gonna Learn” , la band ha iniziato a riscuotere grande successo e clamore in ogni angolo del globo, certamente a causa delle sonorità soul, funky, e para-jazziste che riescono ad esprirere nel migliore dei modi e al massimo dei livelli, ma altrettanto certamente a causa dell’eccezionale bravura e valore dei componenti della band: basti pensare all’estrema duttilità della voce di JK, capace di eccezionali vocalità “black” e acclamato fin dagli inizi come il “clone bianco” del grande Stevie Wonder; alla velocità e tecnicità dei riff di basso del grande Stuart Zender; oppure alla particolare vena aborigena del percussionista Sola Akingbola, capace di deliziare con i suoi ritmi etnici e con i suoi suoni antichi dei suoi didgeridoo.

Tornando a me, l’ammirazione e la passione per i Jamiroquai hanno rappresentato molto nella mia vita.
Probabilmente, se non avessi conosciuto i Jamiroquai, al giorno d’oggi sarei diverso.
Nonostante i loro alti e bassi e numerosi periodi di difficoltà, sono sempre stati per me un punto di riferimento: a loro mi sono ispirato nel corso degli anni per quanto riguarda lo stile, il modo di porsi, la passione per la musica e per il jazz in generale.
In sostanza, se al giorno d’oggi mi ritrovo ad ascoltare jazz e suonare il basso, indossando strani cappelli e con un paio di vecchie Adidas ai piedi, forse qualche motivo c’è.
Una tra le tante mie preferite


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l’articolo su jamiroquay non poteva proprio mankare….
Sicuramente non ha fatto parte della mia “crescita” musicale in maniera tanto incisiva come è stato con te, ma devo dire che grazie a te l’ho scoperto e ho cominciato anche io ad ascoltarlo, grande musica, grandi pezzi, grande uomo.
..A picture of my life
With a letter telling how
It should really be instead..